Seduta n. 92 del Senato della Repubblica, 26/07/2023.
Argomenti: sfiducia ministra, bilanci pubblici, Holodomor, incendi Sicilia, granchio blu.
Il Senato ha respinto la richiesta di sfiducia contro la ministra del Turismo Santanchè. La seduta ha affrontato anche l'approvazione dei bilanci dello Stato e una mozione per riconoscere l'Holodomor come genocidio.
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Il tema centrale della giornata è stato il futuro della ministra del Turismo, Daniela Garnero Santanchè. Il MoVimento 5 Stelle aveva presentato una richiesta formale di sfiducia, cioè una proposta per chiederle di lasciare l'incarico (Mozione 1-00062). L'accusa politica era di aver dato risposte false al Senato sui suoi affari privati passati come imprenditrice, tra cui l'uso della cassa integrazione Covid (un aiuto pubblico previsto durante la pandemia) e il mancato pagamento dei dipendenti. Nel pomeriggio il Senato ha poi discusso due documenti sui conti dello Stato (il rendiconto 2022 e l'assestamento 2023) e una mozione per riconoscere l'Holodomor, la grande carestia provocata dall'Unione Sovietica in Ucraina negli anni 1932-1933, come un genocidio.
La richiesta di far dimettere la ministra Santanchè è stata respinta: hanno votato a favore 67 senatori e contro 111. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha votato compatta per tenerla al suo posto, mentre le opposizioni si sono divise: hanno votato a favore della sfiducia il Partito Democratico, il MoVimento 5 Stelle e la Sinistra; Azione e Italia Viva hanno invece scelto di non partecipare al voto. Il Senato ha poi approvato i due documenti sui conti pubblici (DDL 791 e DDL 792) e ha approvato la mozione che riconosce l'Holodomor come genocidio, con un consenso molto ampio tra quasi tutte le forze politiche.
Il dibattito sulla ministra è stato molto acceso. Un senatore del MoVimento 5 Stelle ha definito "pagliacci" i colleghi della maggioranza ed è stato richiamato dal presidente del Senato. C'è stato anche un duro botta e risposta tra un senatore del Partito Democratico e il Presidente. La ministra ha ribadito di aver detto la verità e di non essere stata avvisata di alcuna indagine quando aveva parlato in Aula il 5 luglio. La maggioranza ha difeso il principio per cui un'indagine in corso non basta per far dimettere qualcuno. I lavori sono stati sospesi per alcune ore a causa di una cerimonia ufficiale. In serata l'Aula ha ricordato l'attore e regista Francesco Nuti, scomparso da poco, con un minuto di silenzio e gli interventi di senatori di tutti gli schieramenti.
Diversi senatori, soprattutto siciliani, hanno richiamato l'emergenza degli incendi che in quei giorni stavano devastando la Sicilia, con migliaia di sfollati e danni enormi all'agricoltura; il Presidente ha annunciato che il ministro competente sarebbe venuto a riferire in Aula il martedì successivo. Sui conti pubblici, le opposizioni hanno avvertito che il debito resta molto alto (intorno al 139-140% del PIL, cioè di tutto ciò che il Paese produce in un anno: significa che lo Stato è indebitato per più di quanto produciamo in dodici mesi) e hanno criticato i ritardi nella spesa dei fondi europei del PNRR e i tagli alla sanità. La maggioranza ha invece rivendicato la crescita dell'economia, più alta di Germania e Francia. Sono stati infine sollevati il problema del granchio blu che minaccia la pesca nel Delta del Po e la vertenza dei lavoratori di un'azienda di logistica vicino a Torino legata ad Amazon.
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