Seduta n. 81 del Senato della Repubblica, 27/06/2023.
Argomenti: accordi internazionali, missioni militari, diritti umani migranti, Guardia costiera libica.
Il Senato ha approvato quattro accordi internazionali con Moldova, Monaco, Armenia e sulla documentazione elettronica per il trasporto merci. Ha confermato circa cinquanta missioni militari e autorizzato quattro nuove in Ucraina, Libia, Niger e Burkina Faso, con dissenso sulle operazioni in Libia per violazioni dei diritti umani dei migranti.
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Il Senato ha affrontato due grandi blocchi di temi. Il primo riguarda quattro accordi internazionali da approvare in via definitiva: un'intesa con la Moldova e una con il Principato di Monaco per tutelare pensioni e contributi dei lavoratori che si spostano tra i due Paesi, un accordo con l'Armenia per collaborare nelle indagini penali e nella lotta alla criminalità organizzata, e l'adesione a una convenzione internazionale che permette di usare documenti elettronici, e non più solo cartacei, per il trasporto di merci su strada. Il secondo blocco riguarda le missioni militari italiane all'estero: ne andavano confermate per il 2023 circa cinquanta già in corso e ne andavano autorizzate quattro nuove (in Ucraina, Libia, Niger e Burkina Faso). In tutto sono impegnati circa 7.700 militari italiani.
Il Senato ha approvato tutti e quattro gli accordi internazionali, con il voto favorevole di quasi tutti i gruppi. Ha poi approvato sia le quattro nuove missioni sia la conferma di quelle in corso. Su un singolo punto, però, c'è stata una spaccatura: il sostegno italiano alla Guardia costiera libica. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) accusano quella missione di favorire gravi violazioni dei diritti umani contro i migranti. Il Partito Democratico ha chiesto e ottenuto di votare quel punto separatamente dal resto, per poter votare contro solo su quello; l'aula però lo ha comunque confermato. I Cinque Stelle si sono astenuti su tutte le missioni, la Sinistra ha votato contro. Sono state respinte sette richieste aggiuntive (chiamate "ordini del giorno") presentate dalle opposizioni, con cui si chiedeva al Governo, tra l'altro, di non finanziare più la missione in Libia e di tenere i militari italiani fuori dal territorio ucraino.
Il dibattito sulle missioni è stato acceso. I Cinque Stelle hanno spiegato di non essere contrari alle missioni in sé, ma di temere che i militari italiani inviati ad addestrare gli ucraini possano un domani finire al fronte, e hanno chiesto al Governo garanzie che non avvenga. La Sinistra ha criticato il metodo stesso del voto: contestare di dover dire sì o no in blocco a una cinquantina di missioni molto diverse tra loro, senza poterle discutere una per una. Il Governo, attraverso il sottosegretario alla difesa, ha ringraziato i militari e difeso le scelte, ricordando che la Russia continua a bombardare le città ucraine. Fuori dai temi in calendario, un senatore del Partito Democratico ha ricordato il 43° anniversario della strage di Ustica (l'aereo civile precipitato in mare il 27 giugno 1980 con 81 persone a bordo), chiedendo che si arrivi finalmente alla verità.
Sono stati presentati, ma non ancora discussi, diversi atti su cui il Senato lavorerà nei giorni successivi. Tra questi una richiesta di chiarimenti urgenti al Governo sulla ministra del turismo Daniela Santanchè, dopo un'inchiesta giornalistica sulla gestione di alcune sue società e sulla sorte dei dipendenti. È stata annunciata anche una proposta dei Cinque Stelle per affrontare il disagio abitativo e l'aumento degli affitti, e un'altra del Partito Democratico sulle "materie prime critiche", cioè i minerali indispensabili per batterie, energie rinnovabili e tecnologie digitali, di cui l'Europa dipende molto dall'estero. Una senatrice dei Cinque Stelle ha inoltre denunciato la situazione dei lavoratori del call center Almaviva, a rischio di perdere il posto negli appalti pubblici.
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