Senato, seduta n. 199 del 18 giugno 2024: premierato, riforma costituzionale

Seduta n. 199 del Senato della Repubblica, 18/06/2024.

Argomenti: premierato, riforma costituzionale, elezione diretta premier, sfruttamento braccianti, sovraffollamento carceri.

Il Senato ha approvato in prima lettura la riforma costituzionale sul premierato, che propone l'elezione diretta del Presidente del Consiglio. La maggioranza di centrodestra ha votato a favore mentre le opposizioni hanno votato contro. In chiusura di seduta sono stati sollevati problemi di sfruttamento dei lavoratori e crisi nel sistema carcerario.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato - seduta del 18 giugno 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha dedicato quasi tutta la giornata, in diretta TV, alla riforma costituzionale chiamata "premierato": la proposta del Governo di centrodestra che vuole far eleggere direttamente dai cittadini il Presidente del Consiglio (DDL costituzionale 935). Oggi è cambiata solo una cosa formale: il Senato ha dato il suo primo via libera. La riforma non diventa subito legge. Per modificare la Costituzione servono quattro voti, due alla Camera e due al Senato, e probabilmente un referendum, cioè un voto di tutti i cittadini. La riforma, oltre all'elezione diretta del premier, abolisce i senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica e punta a rendere i governi più stabili e duraturi.

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato la riforma in questa prima lettura. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha votato a favore. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Verdi-Sinistra) hanno votato contro, insieme ai senatori Mario Monti e Carlo Calenda. Il gruppo che rappresenta le minoranze linguistiche dell'Alto Adige (la SVP) si è astenuto. Il resoconto ufficiale non riporta i numeri esatti del voto. Tutto il percorso, comunque, deve ancora continuare negli altri passaggi parlamentari.

Momenti notevoli

Lo scontro politico è stato forte. La maggioranza sostiene che l'Italia abbia bisogno di governi stabili, ricordando che durano in media circa un anno e che le crisi sarebbero costate al Paese centinaia di miliardi. Le opposizioni accusano il Governo di voler concentrare troppo potere in una sola persona e parlano di un "baratto" con altre due riforme contestate, l'autonomia delle Regioni e la giustizia. Durante l'intervento finale del senatore di Fratelli d'Italia ci sono state continue interruzioni e diversi richiami all'ordine dal banco della presidenza. Al momento del voto molti senatori hanno alzato la copia della Costituzione e alcuni della maggioranza hanno mostrato il Tricolore, in polemica con un episodio acceso avvenuto giorni prima alla Camera. La seduta si era aperta con un minuto di silenzio per la morte del generale Claudio Graziano.

Altri temi toccati durante la giornata

A fine seduta alcuni senatori hanno sollevato problemi gravi di attualità. Una senatrice di Italia Viva ha denunciato il caso di un bracciante di Latina, ferito gravemente sul lavoro e poi abbandonato in strada dal suo datore di lavoro, chiedendo che il Senato discuta dello sfruttamento dei lavoratori. Due senatori, di Italia Viva e del Partito Democratico, hanno chiesto che il ministro della Giustizia venga a riferire in aula sulla situazione drammatica delle carceri, dove dall'inizio dell'anno ci sono stati 44 suicidi e dove ci sono circa 15.000 detenuti in più rispetto ai posti disponibili. Un senatore di Fratelli d'Italia ha infine voluto ricordare il gesto di due poliziotti che hanno salvato una ragazza in difficoltà.

Le leggi votate in questa seduta

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