Senato, seduta n. 200 del 19 giugno 2024: cybersicurezza, attacchi informatici, enti pubblici

Seduta n. 200 del Senato della Repubblica, 19/06/2024.

Argomenti: cybersicurezza, attacchi informatici, enti pubblici, invarianza finanziaria.

Il Senato approva definitivamente la legge sulla cybersicurezza nazionale, che obbliga enti pubblici a segnalare attacchi informatici entro 24 ore e aumenta le pene per crimini online. Le opposizioni contestano l'assenza di finanziamenti.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato - seduta del 19 giugno 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha esaminato e poi approvato in via definitiva una nuova legge sulla sicurezza informatica del Paese, cioè la difesa di computer, reti e dati pubblici dagli attacchi degli hacker (DDL 1143, Rafforzamento cybersicurezza nazionale). Il testo era già stato votato dalla Camera, quindi al Senato è diventato legge senza altre modifiche. La legge obbliga molti enti pubblici (Comuni grandi, Regioni, aziende sanitarie, aziende di trasporto e dei rifiuti) a segnalare entro 24 ore gli attacchi informatici subiti, crea in ogni amministrazione un responsabile della sicurezza informatica e aumenta le pene per i reati commessi via internet, come le truffe online e l'estorsione tramite hacker. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha difeso la legge come una risposta urgente e necessaria.

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato la legge sulla cybersicurezza, che entra così in vigore. La maggioranza di centrodestra ha votato a favore. Le opposizioni di centrosinistra non hanno votato contro in blocco: il Partito Democratico, i Cinque Stelle e Italia Viva con Azione si sono astenuti (cioè non hanno votato né sì né no), mentre Sinistra (Alleanza Verdi e Sinistra) ha votato no. Tutte le proposte di modifica presentate dalle opposizioni sono state respinte. La critica comune era una sola: la legge assegna nuovi compiti agli enti pubblici ma non stanzia soldi nuovi (i parlamentari lo chiamano "invarianza finanziaria"), e secondo le opposizioni senza risorse e senza formazione del personale la difesa resterà debole. Alcuni senatori hanno anche contestato una norma che permette agli ispettori del Ministero della giustizia di controllare gli accessi dei magistrati alle banche dati, temendo che così un organo politico possa entrare nelle indagini in corso ancora segrete.

Momenti notevoli

La giornata si è aperta con uno scontro acceso tra opposizione e maggioranza, non sulla cybersicurezza ma sull'autonomia differenziata, la riforma che dà più poteri alle Regioni, approvata in via definitiva dalla Camera proprio quella notte dopo una seduta finita alle 7 e 50 del mattino. Diversi capigruppo dell'opposizione hanno parlato di uno "scambio" tra le forze di governo (premierato, autonomia e riforma della giustizia, una per ciascun partito) e hanno chiesto che il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti venga a spiegare in Parlamento dove sono i soldi per finanziarla, ricordando che l'Italia è appena entrata nella procedura di infrazione europea per i conti pubblici. La maggioranza ha respinto le accuse e ha invitato a passare ai lavori in agenda.

Altri temi toccati durante la giornata

Alla fine della seduta alcuni senatori sono intervenuti su temi diversi. Un senatore del Partito Democratico ha chiesto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferisca in Aula su un'inchiesta giornalistica della testata Fanpage riguardante l'organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia e presunti simboli neofascisti. Una senatrice dei Cinque Stelle ha denunciato che il fondo statale che distribuisce risorse ai Comuni penalizza il Sud, citando i dati dell'Ufficio parlamentare di bilancio. Un senatore di Italia Viva ha protestato perché il Ministero delle imprese non risponde da sei mesi a una sua domanda scritta (una "interrogazione") sulla crisi di Confindustria moda.

Le leggi votate in questa seduta

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