Camera, seduta n. 115 del 7 giugno 2023: Corte dei conti, PNRR, diritti riproduttivi

Seduta n. 115 della Camera dei Deputati, 07/06/2023.

Argomenti: Corte dei conti, PNRR, diritti riproduttivi, femminicidi, autonomia regionale.

La Camera ha approvato il decreto sulla pubblica amministrazione con polemiche sulla riduzione dei controlli della Corte dei conti sui fondi del PNRR. Momento storico: una deputata ha allattato il suo neonato in aula per la prima volta.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 7 giugno 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il tema centrale della giornata è stato un decreto del Governo che voleva rafforzare la pubblica amministrazione, cioè gli uffici dello Stato, dei comuni e delle regioni (A.C. 1114). Il decreto prevedeva nuove assunzioni, soprattutto nelle Forze dell'ordine, e la stabilizzazione di alcuni lavoratori precari. Ma quasi tutto il dibattito si è spostato su un punto diverso e molto contestato: il Governo ha tolto alla Corte dei conti (l'organo dello Stato che controlla come vengono spesi i soldi pubblici) un tipo di controllo "in corso d'opera" sui fondi del PNRR. Il PNRR è il grande piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea, con 209 miliardi di euro destinati all'Italia per costruire opere e fare riforme. La maggioranza di centrodestra sostiene che togliere quel controllo serve ad andare più veloci; le opposizioni dicono che serve a evitare di farsi controllare mentre si accumulano ritardi nella spesa di quei soldi.

Cosa hanno deciso

La Camera ha approvato in via definitiva il decreto sulla pubblica amministrazione: hanno votato a favore 179 deputati e contro 126. Il decreto diventa quindi legge. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha votato a favore; le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra), insieme ad Azione-Italia Viva e +Europa, hanno votato contro. I deputati hanno poi respinto due richieste delle opposizioni che chiedevano di non discutere nemmeno un secondo decreto, quello su enti locali, PNRR ed energia, perché lo ritenevano incostituzionale (A.C. 1183): la richiesta è stata bocciata con 53 voti a favore e 187 contrari. Su un terzo decreto, quello contro la siccità e per le infrastrutture dell'acqua (A.C. 1195), il Governo ha chiesto la fiducia, ma il voto vero e proprio è stato rinviato al giorno dopo.

Momenti notevoli

La discussione è stata molto accesa. Un deputato di Fratelli d'Italia ha definito più volte "ignoranti" e "in malafede" i deputati del Movimento 5 Stelle, scatenando proteste; una deputata del PD lo ha interrotto gridando "Bugiardo!". Più volte i presidenti hanno dovuto chiedere calma e ricordare le regole di comportamento in aula. Il momento più ricordato della giornata è però un altro: per la prima volta nella storia della Camera una mamma ha potuto portare il suo neonato in aula per allattarlo durante i lavori. Il piccolo Federico, figlio di una deputata del Movimento 5 Stelle, è stato accolto con applausi e auguri da tutti i gruppi, di maggioranza e di opposizione, in uno dei rari momenti di unità della giornata.

Altri temi toccati durante la giornata

Nel pomeriggio i deputati hanno rivolto domande dirette ai ministri presenti. Il ministro dei Trasporti ha parlato di una riforma del codice della strada e degli autovelox, dicendo di volerli rendere uno strumento di sicurezza e non un modo per i comuni di fare cassa. Ha anche illustrato il futuro piano nazionale degli aeroporti. La ministra dell'Università ha risposto sui docenti precari e su un progetto chiamato "Erasmus italiano", che permetterà agli studenti di studiare un periodo in un'altra università italiana. La ministra delle Riforme ha difeso i due grandi progetti del Governo, l'autonomia alle regioni e l'elezione diretta del capo del Governo. Il ministro della Giustizia ha annunciato un pacchetto di norme più severe contro i femminicidi e una prima riforma della giustizia in arrivo la settimana successiva, oltre a nuove assunzioni di personale nei tribunali.

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