Seduta n. 17 del Senato della Repubblica, 13/12/2022.
Argomenti: aiuti militari Ucraina, rave party e crimini, costituzione e sport, dibattito di pace, decreto legge.
Il Senato ha approvato il sostegno militare all'Ucraina per il 2023 con ampio consenso, affrontando anche la riforma della giustizia e l'inserimento dello sport in Costituzione. Il dibattito su Kiev ha visto contrapposti centrodestra e opposizioni moderate a sinistra radicale e Cinquestelle.
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Il tema centrale della giornata è stato il sostegno militare all'Ucraina. Il ministro della difesa Guido Crosetto è venuto in aula a chiedere ai senatori di confermare il via libera all'invio di armi e mezzi militari all'Ucraina per tutto il 2023 (decreto-legge n. 185 del 2022, in via di trasformazione in legge come DDL S.389). Si trattava di continuare la linea già decisa dal precedente governo Draghi, che aveva approvato cinque pacchetti di aiuti. Nel pomeriggio l'aula ha poi affrontato due altri provvedimenti molto diversi tra loro: una legge sulla giustizia (il primo decreto del nuovo governo, quello sui cosiddetti "rave party") e una modifica della Costituzione per inserirvi lo sport.
Sul sostegno all'Ucraina, il Senato ha approvato tre documenti di indirizzo al governo: uno della maggioranza di centrodestra (6-00011) e due delle opposizioni che condividono la linea, quello del terzo polo Azione-Italia Viva (6-00008) e quello del Partito Democratico (6-00009). Sono stati invece bocciati i documenti contrari all'invio di armi presentati dalla sinistra di Alleanza Verdi e Sinistra (6-00007) e dal MoVimento 5 Stelle (6-00010); questi due sono stati respinti automaticamente perché ne erano stati approvati altri dal contenuto opposto. Il Senato ha poi approvato in via definitiva il decreto sui rave party e la giustizia (DDL S.274) e, in prima lettura, la legge che inserisce lo sport nella Costituzione (DDL S.13).
Il dibattito sull'Ucraina ha mostrato una spaccatura netta. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) e una parte dell'opposizione (il Partito Democratico e il terzo polo di Azione e Italia Viva) hanno difeso l'invio di armi, sostenendo che l'Ucraina ha il diritto di difendersi e che fermare gli aiuti significherebbe lasciarla in balia della Russia. Il MoVimento 5 Stelle e la sinistra di Alleanza Verdi e Sinistra hanno invece chiesto di smettere di mandare armi e di puntare su una conferenza di pace. Lo scontro più duro è stato sul metodo: le opposizioni hanno accusato il governo di aver provato a nascondere la proroga degli aiuti dentro un decreto che parlava di sanità in Calabria, evitando un voto del Parlamento. Il pomeriggio è stato segnato da un secondo scontro acceso, tra il MoVimento 5 Stelle e la maggioranza, sul decreto giustizia, con richiami del presidente di seduta.
Il decreto sulla giustizia ha unito argomenti molto diversi: nuove regole più dure per chi è in carcere per reati gravi e non collabora con i giudici, un nuovo reato per chi organizza raduni musicali illegali, il rinvio della riforma della giustizia (la cosiddetta riforma Cartabia) e il reintegro in servizio dei medici che non si erano vaccinati contro il Covid. Le opposizioni lo hanno giudicato un provvedimento confuso e troppo severo; la maggioranza ha rivendicato di averlo migliorato in Parlamento. La modifica della Costituzione sullo sport, invece, ha trovato un consenso quasi unanime: quasi tutti i gruppi hanno votato a favore per riconoscere il valore educativo e sociale dell'attività sportiva. In serata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è passata in aula per consegnare il testo del suo discorso in vista del vertice dei capi di governo europei del 15 e 16 dicembre, discorso che sarebbe stato discusso il giorno dopo.
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