Senato, seduta n. 196 del 11 giugno 2024: premierato, elezione diretta presidente

Seduta n. 196 del Senato della Repubblica, 11/06/2024.

Argomenti: premierato, elezione diretta presidente, riforma costituzionale, ballottaggio parlamentare.

La seduta è stata dedicata alla riforma costituzionale del premierato. Il Senato ha esaminato gli articoli principali della proposta di legge per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio. Le opposizioni hanno presentato centinaia di emendamenti che sono stati tutti respinti. L'esame è stato rinviato a una seduta successiva.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato - seduta del 11 giugno 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Quasi tutta la giornata è stata dedicata alla riforma costituzionale del "premierato", cioè la proposta della maggioranza di centrodestra di far eleggere direttamente dai cittadini il Presidente del Consiglio (la proposta principale è il DDL 935, unita a una proposta di Matteo Renzi, il DDL 830). Il Senato ha esaminato l'articolo più importante, quello che stabilisce che si voti per il Presidente del Consiglio nello stesso momento in cui si vota per il Parlamento, con un meccanismo che garantisce alla sua coalizione la maggioranza dei seggi. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Alleanza Verdi e Sinistra) hanno presentato centinaia di proposte di modifica. La maggioranza di centrodestra le ha respinte tutte una dopo l'altra.

Cosa hanno deciso

In pratica non è stato deciso nulla di definitivo: la riforma non è stata approvata oggi, perché l'esame è stato rinviato a una seduta successiva. Tutte le proposte di modifica delle opposizioni sono state bocciate. La maggioranza ha respinto anche tre richieste delle opposizioni di cambiare l'organizzazione dei lavori, per esempio per fermarsi prima la sera o per discutere prima la legge sulla sicurezza informatica (il DDL sulla cybersicurezza, DDL 1143, già approvato dalla Camera). Il resoconto non riporta i numeri esatti dei voti, che vengono pubblicati in un allegato a parte.

Momenti notevoli

La giornata è stata molto tesa sul metodo. Le opposizioni hanno accusato la maggioranza di usare due strumenti per accelerare e ridurre il dibattito: il "contingentamento dei tempi" (un tetto massimo di ore concesse a ciascun gruppo per parlare) e il "canguro" (votare in un colpo solo decine di proposte di modifica simili, saltando le altre). Un senatore di Italia Viva ha messo a verbale che il suo gruppo aveva già finito il tempo a disposizione pur essendo a meno di un terzo del lavoro. La seduta è stata sospesa per circa venti minuti perché in aula non c'erano abbastanza senatori presenti. Ci sono stati anche scambi accesi tra maggioranza e opposizione sul funzionamento delle democrazie straniere (Francia e Regno Unito), con toni a tratti polemici e un richiamo del Presidente a un senatore per il linguaggio usato.

Altri temi toccati durante la giornata

All'inizio della seduta il Senato ha ricordato Enrico Berlinguer, storico segretario del Partito Comunista, a quarant'anni dalla sua morte, con interventi commossi e un minuto di silenzio. È stata ricordata anche una dipendente del Senato da poco scomparsa. Più volte le opposizioni hanno collegato il dibattito al risultato delle elezioni europee dell'8 e 9 giugno, segnalando con preoccupazione che per la prima volta meno della metà degli italiani è andata a votare (il 49,7 per cento). Hanno inoltre chiesto, senza ottenerlo, che il Parlamento discutesse di temi internazionali allora imminenti: il G7 ospitato dall'Italia e una conferenza di pace sull'Ucraina in Svizzera.

Tutte le votazioni della seduta

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