Seduta n. 259 della Camera dei Deputati, 11/03/2024.
Argomenti: ex Ilva Taranto, crisi dell'auto Stellantis, amministrazione straordinaria, stabilimenti Mirafiori, inquinamento ambientale.
Discussione sui temi industriali strategici: il Governo difende il decreto per salvare l'ex Ilva di Taranto con 320 milioni di euro, mentre le opposizioni criticano l'insufficienza delle misure sulla salute e l'ambiente. Ampio dibattito anche sulla crisi dell'auto e Stellantis, con rinvio dei voti ai giorni successivi.
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La giornata è stata dedicata a due grandi temi industriali, ma senza arrivare a nessun voto: i deputati si sono limitati a esporre le proprie posizioni, rimandando le decisioni a una seduta successiva. Il primo tema è stato il futuro dell'ex Ilva di Taranto, la più grande acciaieria d'Europa, e in particolare la trasformazione in legge di un decreto del Governo che mette circa 320 milioni di euro per tenere in vita l'azienda e aiutare le piccole imprese fornitrici (il decreto è il provvedimento sull'amministrazione straordinaria delle imprese strategiche, (A.C. 1759)). Il secondo tema è stata la crisi dell'industria dell'auto, con riferimento soprattutto a Stellantis (l'erede della FIAT) e agli stabilimenti di Torino-Mirafiori. Su entrambi i temi maggioranza e opposizioni hanno parlato a lungo, ma la votazione vera è stata spostata ai giorni seguenti.
In concreto, oggi non è stato deciso nulla di definitivo. Sull'ex Ilva il Governo, sostenuto dalla maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia), difende il decreto come uno strumento per salvare posti di lavoro e produzione, in attesa di un investitore privato. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra-Verdi) lo giudicano insufficiente, soprattutto sul fronte della salute e dell'ambiente a Taranto. Sull'auto, le opposizioni hanno presentato richieste scritte al Governo (le mozioni) per chiedere un piano industriale e un secondo produttore in Italia, mentre la maggioranza ne sta preparando una propria. Il voto su tutto questo è stato rinviato al giorno dopo.
La seduta si è aperta con una protesta: una deputata dei Cinque Stelle ha lamentato l'assenza in aula dei ministri competenti sull'ex Ilva, a partire dal ministro dell'Industria Adolfo Urso. Il presidente che dirigeva i lavori ha risposto che il ministro sarebbe venuto a rispondere il giorno successivo, come già richiesto. Acceso anche lo scontro a distanza sulle responsabilità della crisi: la maggioranza ha addossato la colpa ai governi precedenti, citando le scelte passate di vari leader politici, mentre le opposizioni hanno parlato di un disastro industriale che dura da oltre dieci anni e di tredici decreti che non hanno risolto nulla. Sul tema dell'auto, più voci hanno citato i numeri della cassa integrazione a Mirafiori, ferma da molti anni.
In apertura sono state lette numerose petizioni dei cittadini, su materie molto diverse, dalla sanità alle tasse sulla casa. Sono poi state annunciate nuove proposte di legge e comunicate le relazioni della Corte dei conti (l'organo che controlla i conti pubblici) su vari enti e su progetti del PNRR, il grande piano di investimenti finanziato con fondi europei. Infine è stato fissato il programma del giorno successivo, che comprende il seguito dei dibattiti su ex Ilva e auto e l'esame della riforma del codice della strada.
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