Seduta n. 193 della Camera dei Deputati, 10/11/2023.
Argomenti: telefonata scherzo al governo, privatizzazione Ferrovie, crisi aziendali.
Seduta di interpellanze urgenti sulla telefonata-scherzo a Meloni, crisi di Ferrovie dello Stato e La Perla, pensioni bancarie, concessioni balneari e carenze nella pubblica amministrazione.
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Questa è stata una seduta speciale del venerdì, dedicata interamente alle interpellanze urgenti: sono domande formali e pressanti che i deputati rivolgono al Governo per ottenere chiarimenti su fatti di attualità. Non si vota nulla in queste sedute: un deputato espone la questione, un rappresentante del Governo risponde, e poi il deputato dice se è soddisfatto o no. In tutto sono state discusse dieci interpellanze, quasi tutte presentate dalle opposizioni. I temi sono andati dalla telefonata-scherzo ricevuta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, fino alla crisi di aziende e servizi pubblici come le Ferrovie, il marchio di moda La Perla e i fondi pensione dei dipendenti di una grande banca.
Trattandosi di interpellanze, non sono state prese decisioni né approvate leggi: il Governo si è limitato a rispondere alle domande. Sul caso della telefonata-scherzo (dove due comici russi si erano spacciati per un leader africano per parlare con la premier), il Governo ha confermato la responsabilità dell'ufficio diplomatico di Palazzo Chigi e le dimissioni del consigliere coinvolto, l'ambasciatore Francesco Maria Talò. Sulle Ferrovie dello Stato, il Governo non ha confermato né smentito il piano di vendere in borsa una parte dell'azienda, dicendo solo che servono verifiche e tempo; il Partito Democratico si è detto contrario e insoddisfatto. Sul marchio La Perla di Bologna, in grave crisi, il Governo ha confermato l'impegno a tutelare lavoratori e produzione, ma la proprietà non ha ancora presentato un piano di rilancio.
Il deputato che ha aperto la giornata, Andrea Casu del Partito Democratico, ha protestato perché la premier non era presente in aula a rispondere di persona sulla vicenda della telefonata, ma aveva mandato una sottosegretaria. Forza Italia, con la deputata Deborah Bergamini, ha difeso i circa 30.000 imprenditori balneari italiani, chiedendo regole chiare sulle concessioni delle spiagge (la cosiddetta direttiva Bolkestein, una norma europea che vorrebbe mettere a gara le concessioni). Il MoVimento 5 Stelle, con Francesco Silvestri, ha accusato il Governo di stare sempre dalla parte delle banche, parlando dei pensionati di un fondo legato a Unicredit che hanno visto ridursi l'assegno di circa il 75 per cento.
Fratelli d'Italia, con il deputato Andrea Di Giuseppe, ha attaccato i patronati della CGIL all'estero (uffici che assistono gli italiani residenti fuori dall'Italia per pensioni e pratiche), denunciando presunte irregolarità e un uso politico di soldi pubblici. Si è parlato anche della carenza di personale negli uffici pubblici, con il problema dei tempi lunghissimi per assumere chi ha vinto i concorsi, e dello stato della rete ferroviaria, in particolare dei gravi disservizi dei treni in Sicilia. È stato ricordato che il debito pubblico italiano ha raggiunto i 2.859 miliardi di euro, una cifra enorme rispetto alla quale, secondo l'opposizione, vendere le Ferrovie porterebbe poco (circa 5 miliardi).
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