Seduta n. 305 del Senato della Repubblica, 20/05/2025.
Argomenti: decreto Albania, centri di trattenimento migranti, rimpatri, incostituzionalità, accordo Italia-Albania.
Il Senato approva definitivamente il decreto Albania con voto di fiducia, trasformando i centri di identificazione in strutture di trattenimento per migranti da rimpatriare. La maggioranza di centrodestra sostiene la misura come deterrente, mentre le opposizioni la contestano come incostituzionale e fallimentare, considerati i costi elevatissimi e i pochissimi rimpatri effettivi.
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Quasi tutta la giornata è stata dedicata a un solo provvedimento del Governo sull'immigrazione (il cosiddetto "decreto Albania", DDL 1493). Il decreto cambia l'uso dei centri costruiti dall'Italia in Albania: da strutture pensate per esaminare velocemente le domande di asilo di chi viene salvato in mare, diventano centri dove si trattengono i migranti in attesa di essere rimandati nel loro Paese (i CPR, cioè i centri dove si trattiene chi deve essere espulso). La novità più contestata è che ora si potranno trasferire in Albania anche persone già trattenute nei centri presenti in Italia. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) difende la scelta come un modo per scoraggiare le partenze e velocizzare i rimpatri. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e l'alleanza di Verdi e Sinistra) la giudicano incostituzionale, costosissima e un fallimento: i centri sono quasi vuoti ma sono già costati circa un miliardo di euro.
Il Senato ha approvato definitivamente il decreto, che quindi diventa legge. Il Governo ha chiesto un voto di fiducia, cioè ha legato l'approvazione del testo al sostegno della sua maggioranza: in questo modo il provvedimento si vota in blocco, senza poter cambiare nulla e senza esaminare le proposte di modifica. Il voto, fatto con appello nominale (ogni senatore chiamato per nome), si è chiuso con 90 voti a favore, 56 contrari e 1 astenuto. Prima del voto finale, l'aula aveva respinto tre richieste delle opposizioni di fermare l'esame del decreto perché ritenuto contrario alla Costituzione. Le opposizioni hanno anche protestato perché il testo era arrivato in commissione solo la mattina stessa, lasciando pochissime ore per studiarlo.
In apertura le opposizioni hanno chiesto che il ministro Calderoli venga a riferire in aula su quanto accaduto il giorno prima nel Consiglio dei ministri, dove l'intera squadra della Lega avrebbe votato contro una proposta del Governo sul terzo mandato dei presidenti di Provincia di Trento. È tornato anche lo scontro sul fine vita: le opposizioni chiedono che il Parlamento approvi finalmente una legge (Atto Senato 104, proposto dal senatore Bazoli del Partito Democratico), accusando la maggioranza di rinviare. Più volte il dibattito si è acceso, con richiami della presidenza a mantenere l'ordine. Sul fronte dei numeri, le opposizioni hanno ricordato che dei circa 40 migranti portati finora in Albania ne sono stati rimpatriati una decina, a fronte di una spesa enorme.
Alla fine della seduta alcuni senatori hanno dedicato brevi ricordi a persone scomparse: un senatore di Fratelli d'Italia ha commemorato il pugile Nino Benvenuti, campione del mondo e simbolo dell'Italia degli anni Sessanta; un senatore del Partito Democratico ha ricordato l'urbanista Domenico Cecchini, tra gli artefici del piano regolatore di Roma. Una senatrice dei Cinque Stelle ha infine segnalato che in Sardegna la Regione ha avviato i lavori su una legge sul fine vita, invitando il Parlamento a colmare il vuoto di regole su questo tema.
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