Seduta n. 448 della Camera dei Deputati, 17/03/2025.
Argomenti: acciaieria Ilva Taranto, PNRR fondi europei, inquinamento e salute, fondi pubblici.
La Camera ha discusso l'ex Ilva di Taranto e il PNRR senza votare. Sul primo tema il Governo destina 400 milioni da un fondo ambientale per mantenere la produzione, suscitando critiche delle opposizioni. Sul secondo tema si è dibattuto sui ritardi nell'attuazione del piano europeo di investimenti.
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La Camera ha aperto il dibattito su due grandi temi, senza però votare nulla in questa giornata: si è trattato solo di discussioni preliminari, in cui i gruppi espongono le loro posizioni prima del voto vero e proprio, che avverrà in sedute successive. Il primo tema è stato l'ex Ilva di Taranto, la grande acciaieria, e l'aiuto pubblico per tenerla in funzione (un decreto del Governo, già approvato dal Senato, DDL 2285). Il secondo tema è stato il PNRR, cioè il grande piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea per rilanciare l'Italia dopo la pandemia. Su quest'ultimo le opposizioni hanno presentato due richieste formali al Governo (le mozioni 1-00410 e 1-00416) per avere più trasparenza sui ritardi.
In concreto, oggi non è stata presa nessuna decisione definitiva: i voti su entrambi i temi sono stati rinviati ad altre giornate. Sull'ex Ilva, il decreto del Governo destina fino a 400 milioni di euro per garantire la produzione e gli stipendi dei lavoratori, in attesa che lo stabilimento venga venduto a un nuovo proprietario. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) contestano una scelta di fondo: quei soldi vengono presi da un fondo nato per bonificare l'ambiente, cioè per ripulire il territorio inquinato, e vengono invece usati per far produrre la fabbrica. Sul PNRR non c'è stata alcuna delibera: solo un confronto a parole tra maggioranza e opposizione sui numeri.
Il Ministro per gli Affari europei Tommaso Foti è intervenuto di persona sul PNRR e ha difeso il Governo con cifre alla mano: l'Italia, ha detto, è il Paese che ha incassato più fondi europei e ha raggiunto più obiettivi, e ha già speso oltre la metà di quanto ricevuto. Le opposizioni ribattono che i ritardi sono gravi: dei circa 194 miliardi totali ne sarebbero stati spesi solo 62, con il rischio di perdere parte delle risorse entro la scadenza di giugno 2026. Foti ha anche fatto notare con polemica quanti pochi deputati fossero presenti in Aula durante il dibattito. Sull'Ilva, un deputato dei Cinque Stelle ha definito la fabbrica «un bancomat di Stato» in cui si versano soldi pubblici senza risultati.
Nel dibattito sull'Ilva è tornato spesso il tema della salute: a Taranto, dove sorge la fabbrica, vivono persone esposte da anni all'inquinamento, e l'Istituto superiore di sanità (l'ente tecnico dello Stato che valuta i rischi per la salute) ha dato un parere negativo sulla sicurezza dell'impianto. Le opposizioni chiedono che la Regione Puglia e gli enti sanitari locali siano coinvolti nei controlli, cosa che il decreto invece non prevede. Sul PNRR, i Cinque Stelle hanno chiesto garanzie scritte che i fondi destinati al Sud e alla coesione tra i territori non vengano dirottati verso le spese militari del nuovo piano europeo di riarmo. Sono stati anche annunciati nuovi disegni di legge presentati nei giorni precedenti, tra cui uno sulla pubblica amministrazione e uno sui tartufi.
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