Il Senato ha discusso e approvato il primo articolo della riforma della giustizia del ministro Nordio, che cancella il reato di abuso d'ufficio. Respinte tutte le modifiche delle opposizioni. Nel pomeriggio dibattito su legge europea, bullismo scolastico e libertà di stampa.
Sintesi AI della seduta
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Senato - seduta del 7 febbraio 2024 (in parole semplici)
Di cosa hanno discusso
Il tema centrale della giornata è stata la riforma della giustizia voluta dal ministro Carlo Nordio (disegno di legge S.808). Il punto più discusso è la cancellazione del reato di "abuso d'ufficio", cioè il reato che puniva sindaci, dirigenti pubblici e altri funzionari quando usavano il loro potere in modo scorretto per favorire o danneggiare qualcuno. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia) sostiene che questo reato bloccava il lavoro degli amministratori, spaventati all'idea di firmare un atto e finire sotto inchiesta, anche se quasi sempre venivano poi assolti. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra-Verdi) ribattono che cancellarlo lascia i cittadini senza protezione contro gli abusi di chi ha potere pubblico. Italia Viva, pur essendo all'opposizione, su questo punto vota con la maggioranza. Nel pomeriggio si è iniziato a discutere la legge che recepisce le regole europee (disegno di legge S.969).
Cosa hanno deciso
Il Senato ha bocciato tutte le proposte di modifica presentate dalle opposizioni e ha approvato il primo articolo del disegno di legge, quello che cancella l'abuso d'ufficio. Il voto definitivo sull'intera riforma però non è avvenuto in questa giornata: è stato rinviato al giorno successivo. È stato approvato un solo documento di indirizzo (proposto dalla commissione che ha studiato il testo), in cui si riconosce che la materia andrà rivista più avanti per coprire eventuali vuoti di tutela. Anche la legge europea (S.969) non è stata votata in via definitiva: la discussione continuerà in un'altra seduta. In pratica, nessuna legge è diventata definitiva in questa giornata.
Momenti notevoli
La seduta si è aperta con un raro momento di unità: tutti i partiti, dalla maggioranza alle opposizioni, hanno espresso solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio, attaccata pubblicamente da una ex diplomatica con accuse che l'Aula ha giudicato false e gravissime. È stato anche ricordato con un minuto di silenzio il decesso dell'ex senatrice Maria Fida Moro. Durante il dibattito sulla riforma della giustizia, invece, il clima si è acceso: il senatore Roberto Scarpinato (Cinque Stelle), ex magistrato, è stato più volte interrotto mentre parlava del "traffico di influenze", e il presidente del Senato Ignazio La Russa ha dovuto richiamare l'Aula all'ordine ripetutamente.
Altri temi toccati durante la giornata
Nel pomeriggio l'Aula ha dedicato spazio alla Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, con interventi di tutti i gruppi; più senatori si sono rammaricati che la legge dedicata al tema (disegno di legge S.866) non fosse pronta per il voto proprio quel giorno, rinviato alla settimana seguente. Nella discussione sulla legge europea è tornato un tema molto sentito: il cosiddetto "emendamento Costa", che vieta ai giornali di pubblicare per intero le ordinanze con cui un giudice dispone l'arresto di una persona prima della fine delle indagini. Le opposizioni di centrosinistra e i Cinque Stelle lo hanno definito una "legge bavaglio" contro la libertà di stampa; la maggioranza e Italia Viva hanno replicato che serve solo a tutelare la reputazione di chi è ancora innocente. Si è parlato anche di salario minimo (proposta dei Cinque Stelle e della Sinistra per fissare per legge una paga oraria minima) e, in chiusura, del divario tra uomini e donne nelle materie scientifiche.