Il Senato ha approvato in via definitiva la legge che chiude il Superbonus per la ristrutturazione energetica delle case. Il provvedimento prevede salvaguardie per chi ha completato almeno il 60% dei lavori entro fine 2023 e un piccolo contributo per le famiglie a basso reddito, mentre le opposizioni hanno denunciato l'abbandono di famiglie e imprese.
Sintesi AI della seduta
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Senato - seduta del 20 febbraio 2024 (in parole semplici)
Di cosa hanno discusso
Il Senato ha dedicato l'intera giornata a un solo provvedimento: la legge che chiude e ridimensiona il Superbonus, cioè l'incentivo che permetteva di ristrutturare casa risparmiando sull'energia, con lo Stato che copriva fino al 110% della spesa (DDL S.1005, conversione di un decreto del Governo). La Camera lo aveva già approvato senza cambiarlo, e il Governo non ha accettato nessuna modifica al Senato. Il testo riguarda soprattutto chi non è riuscito a finire i lavori in tempo: stabilisce che chi a fine 2023 aveva completato almeno il 60% dell'intervento non dovrà restituire le agevolazioni già ricevute, e prevede un piccolo contributo solo per le famiglie con reddito molto basso (sotto i 15.000 euro).
Cosa hanno deciso
Il Senato ha approvato in via definitiva la legge, che diventa quindi operativa. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) l'ha votata a favore, sostenendo che il Superbonus era costato troppo (circa 140 miliardi di euro per ristrutturare solo il 4% degli edifici) e che era giusto chiuderlo. Le opposizioni si sono divise: il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Sinistra (Alleanza Verdi e Sinistra) hanno votato contro, accusando il Governo di abbandonare famiglie e imprese che si erano fidate dello Stato; Italia Viva si è astenuta. Tutte le proposte di modifica delle opposizioni (decine di emendamenti) sono state respinte; una sola richiesta, relativa a una palazzina di Roma distrutta da un incendio, è stata accolta dal Governo come impegno.
Momenti notevoli
La seduta si è aperta con un minuto di silenzio per gli operai morti nel crollo di un cantiere a Firenze tre giorni prima, e con un lungo dibattito tra tutti i partiti sulla sicurezza sul lavoro. Molti senatori hanno poi espresso solidarietà al vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio (Lega), che presiedeva: gli era stato recapitato a casa un proiettile come intimidazione. Lo scontro nel merito è stato molto acceso: le opposizioni hanno citato i benefici economici e ambientali della misura, la maggioranza ha parlato di truffe e di un "buco" nei conti pubblici. A un certo punto la Presidenza ha richiamato un senatore di Fratelli d'Italia per un'espressione volgare rivolta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Altri temi toccati durante la giornata
Alla fine della seduta, fuori dall'argomento principale, un senatore del Partito Democratico ha commemorato un giornalista bielorusso morto in carcere e l'oppositore russo Alexei Navalny, da poco deceduto in prigione. Un senatore del Movimento 5 Stelle ha rinnovato l'appello per la liberazione di Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks. Sono stati inoltre salutati gruppi di studenti in visita e un'associazione di marinai.