Camera, seduta n. 430 del 18 febbraio 2025: spyware Paragon, fonti rinnovabili, tariffe energetiche

Seduta n. 430 della Camera dei Deputati, 18/02/2025.

Argomenti: spyware Paragon, fonti rinnovabili, tariffe energetiche, modello Caivano.

La Camera ha approvato il decreto emergenze e PNRR con misure per quartieri difficili, crisi idrica in Sicilia e difesa di Venezia. Nel pomeriggio dibattito sul caro bollette e tensione con il Governo sul caso dello spyware Paragon contro giornalisti.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 18 febbraio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La Camera ha dedicato la mattina a un decreto del Governo che mette insieme tante misure d'emergenza diverse (DDL 2184). Il provvedimento riguarda i quartieri difficili delle città (il cosiddetto "modello Caivano" esteso ad altre sette zone, da Rozzano a Milano a Scampia a Napoli), la mancanza d'acqua in Sicilia con la costruzione di impianti per togliere il sale dall'acqua di mare, la difesa di Venezia dall'acqua alta e l'attuazione del PNRR (il piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea). Nel pomeriggio si è parlato del caro bollette, con tre proposte delle opposizioni che chiedono al Governo di intervenire (mozione 1-00390, mozione 1-00398, mozione 1-00399). In serata è iniziato anche l'esame del "Milleproroghe", il decreto che sposta in avanti decine di scadenze di legge (DDL 2245).

Cosa hanno deciso

La Camera ha approvato in via definitiva il decreto sulle emergenze e sul PNRR. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha votato a favore, difendendolo come una risposta concreta ai problemi dei territori. Le opposizioni hanno votato contro o si sono astenute: il centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Verdi-Sinistra) lo ha bollato come un decreto confuso, usato più per fare propaganda che per risolvere i problemi, e ha criticato l'abitudine del Governo di mettere la fiducia per accelerare i tempi e ridurre il dibattito. Prima del voto finale sono state respinte molte richieste aggiuntive presentate dalle opposizioni su temi come i Campi Flegrei, l'alluvione in Toscana e la sicurezza delle ferrovie. Sulle bollette non si è ancora deciso nulla: il voto è stato rinviato a un'altra seduta.

Momenti notevoli

La giornata è stata segnata da uno scontro tra opposizioni e Governo sul caso Paragon, un programma-spia (uno "spyware", cioè un software che entra nei telefoni per controllarli) usato contro alcuni giornalisti e attivisti. Le opposizioni avevano chiesto al Governo, con un'interrogazione urgente, se le procure e la Polizia penitenziaria avessero usato questo strumento. Il Governo ha risposto con una lettera dicendo di non poter rispondere, citando una norma del regolamento della Camera. Deputati di Italia Viva, Partito Democratico, Cinque Stelle, Verdi-Sinistra e +Europa hanno protestato duramente, accusando il Governo di nascondersi e chiedendo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga in aula a spiegare. In apertura, le stesse opposizioni avevano ribadito la richiesta che il ministro della Giustizia Carlo Nordio consegni i documenti promessi sul caso Almasri, il comandante libico rimandato a casa invece di essere arrestato.

Altri temi toccati durante la giornata

Nel dibattito sul caro bollette le opposizioni hanno spiegato perché in Italia l'energia costa più che altrove: il prezzo della corrente elettrica è legato a quello del gas, che importiamo quasi tutto dall'estero. Hanno chiesto di puntare di più sulle fonti rinnovabili (sole e vento), di tassare i grandi profitti delle società energetiche e di aiutare le famiglie più povere a pagare le bollette. La maggioranza ha replicato che il Governo sta preparando un proprio decreto sul tema, in arrivo nelle settimane successive. È stato infine illustrato il "Milleproroghe", che tocca moltissimi settori: assunzioni nella pubblica amministrazione, sanità, scuola, sicurezza, sport, agricoltura e accoglienza dei profughi ucraini.

Le leggi votate in questa seduta

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