Camera, seduta n. 234 del 26 gennaio 2024: decreto Energia, fonti rinnovabili, rigassificatori

Seduta n. 234 della Camera dei Deputati, 26/01/2024.

Argomenti: decreto Energia, fonti rinnovabili, rigassificatori, scorie nucleari, inceneritori.

La Camera approva in via definitiva il decreto Energia del Governo Meloni con 143 voti favorevoli. Il provvedimento affronta sicurezza energetica, fonti rinnovabili, aiuti alle imprese e finanziamenti per i territori alluvionati, ma resta controverso per il sostegno a inceneritori e l'assenza di una strategia di lungo termine.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 26 gennaio 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è servita soprattutto a votare in via definitiva il cosiddetto "decreto Energia" (DDL 1606), un provvedimento del Governo Meloni su sicurezza energetica, fonti rinnovabili, aiuti alle imprese che consumano molta energia e fondi per i territori colpiti dalle alluvioni del 2023. Il decreto tocca tanti temi insieme: incentivi al fotovoltaico e all'eolico in mare, nuovi rigassificatori (impianti che trasformano il gas liquido importato via nave in gas utilizzabile), estrazione di gas dai fondali, deposito delle scorie nucleari e la fine del mercato tutelato dell'elettricità. Prima del voto, ogni gruppo ha spiegato in aula il proprio "sì" o "no" (le cosiddette dichiarazioni di voto). Dentro il decreto è stata inserita anche una norma molto contestata che finanzia due inceneritori in Sicilia.

Cosa hanno deciso

La Camera ha approvato in via definitiva il decreto: 143 voti favorevoli, 84 contrari e 13 astenuti. A favore la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati). Contrarie le opposizioni di centrosinistra: il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico e Sinistra (Alleanza Verdi e Sinistra). Si sono invece astenuti Italia Viva e Azione, che condividono alcune misure ma criticano la mancanza di una strategia energetica di lungo periodo. La maggioranza rivendica un approccio pratico e graduale alla transizione; le opposizioni accusano il Governo di puntare ancora troppo sulle fonti fossili e di aver tassato, in una prima versione del testo poi cancellata, proprio le energie rinnovabili.

Momenti notevoli

Il clima è stato molto teso. Durante un intervento del Movimento 5 Stelle, un deputato ha detto che la maggioranza "dalle lobby ha preso i soldi": la presidenza ha poi richiamato pubblicamente quella frase come inopportuna. Le opposizioni hanno denunciato il modo in cui si è lavorato in commissione, con sedute notturne e voti su singole proposte fatti in pochi secondi. Dopo il voto, diversi gruppi hanno espresso solidarietà alla deputata Irene Manzi (Partito Democratico) per gli attacchi pubblici del Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, chiedendone la rimozione.

Altri temi toccati durante la giornata

A fine seduta è nato un acceso confronto storico: un deputato di Fratelli d'Italia ha ricordato l'80° anniversario della battaglia di Nikolajewka e degli alpini caduti in Russia, mentre deputati di Sinistra e del Partito Democratico hanno chiesto di inquadrare quei fatti nel contesto della Seconda guerra mondiale, distinguendo tra chi aggredì e chi combatté il nazifascismo. Un deputato di Sinistra ha inoltre criticato una circolare dell'ufficio scolastico del Lazio che, in vista della Giornata della memoria, invitava le scuole a evitare iniziative capaci di "turbare" le attività didattiche.

Le leggi votate in questa seduta

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