Camera, seduta n. 233 del 25 gennaio 2024: decreto energia, indipendenza energetica

Seduta n. 233 della Camera dei Deputati, 25/01/2024.

Argomenti: decreto energia, indipendenza energetica, fonti rinnovabili, alluvioni.

La Camera ha approvato il decreto Energia con voto di fiducia, contenente misure per l'indipendenza energetica, fonti rinnovabili, produzione di gas nazionale e fondi per l'alluvione. Approvati anche numerosi ordini del giorno su vari temi.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 25 gennaio 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è ruotata quasi tutta attorno a un solo provvedimento: il cosiddetto decreto Energia (DL 181/2023, A.C. 1606). È una legge del Governo pensata per ridurre la dipendenza dell'Italia dal gas e dall'energia comprati all'estero. Contiene misure molto diverse tra loro: aiuti alle imprese che consumano tanta energia, spinta alle fonti rinnovabili (sole, vento, geotermia), più produzione di gas nazionale, e fondi per ricostruire i territori colpiti dalle alluvioni del 2023 in Emilia-Romagna, Toscana e Marche. Il Governo ha chiesto all'aula un voto di fiducia, cioè un voto in cui i deputati approvano il testo così com'è, senza poterlo più modificare.

Cosa hanno deciso

La Camera ha dato la fiducia al Governo su questo decreto: 168 deputati hanno votato sì, 110 no e 3 si sono astenuti. Con questo voto il testo viene blindato e tutte le proposte di modifica vengono automaticamente bocciate. L'approvazione definitiva del decreto, però, non è avvenuta in questa seduta: i lavori sono stati interrotti a notte fonda (l'aula ha chiuso alle 2,15 del mattino) e rinviati al giorno dopo. Prima della pausa i deputati hanno esaminato oltre cento "ordini del giorno", cioè inviti rivolti al Governo a fare o approfondire qualcosa in futuro: molti, dopo essere stati riscritti in forma più vaga, sono stati approvati, mentre quelli su cui il Governo ha dato parere negativo sono stati respinti.

Momenti notevoli

La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha difeso il decreto come un passo verso l'indipendenza energetica e ha aperto al ritorno del nucleare. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione e Italia Viva) hanno votato contro o si sono astenute, criticando l'uso continuo del voto di fiducia, che lascia poco spazio al dibattito, e l'inserimento all'ultimo momento di una norma che dà poteri speciali al presidente della Regione Sicilia per costruire inceneritori. Un punto molto contestato è stata la mancanza di regole sulle concessioni idroelettriche, tolte dal testo originario. In aula c'è stato anche un duro scambio quando un deputato di Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto al ministro degli Esteri Antonio Tajani una comunicazione immediata (cioè un intervento urgente del ministro davanti all'aula) sulla nomina di un ambasciatore accusato di aver fatto saluti romani.

Altri temi toccati durante la giornata

A sera, alcuni deputati hanno chiesto al Governo di intervenire e di prendere posizione sull'attacco a una struttura delle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza, in cui sarebbero morte decine di civili. A fine seduta sono stati ricordati anche l'ottantesimo anniversario del bombardamento di Verona del gennaio 1944 e la protesta dei cittadini della provincia di Napoli contro la chiusura di alcuni pronto soccorso. Per i giorni successivi è stato annunciato l'esame di una mozione sulla crisi in Medio Oriente (mozione 1-00233) e di una legge sulla competitività dei capitali (DDL 1515).

Tutte le votazioni della seduta

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